2 Novità dal Blog di Giovanni De Pierro

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Consulente del Lavoro obblighi antiricilaggio. Il Consulente del Lavoro è una figura professionale di enorme importanza per le aziende ed i lavoratori. Non solo, i consulenti del lavoro rappresentano una figura chiave di raccordo tra il mondo del lavoro e le istituzioni e autorità competenti. Per tali ragioni, questi professionisti sono sottoposti a continui aggiornamenti circa le normative più attuali, come quella sull’antiriciclaggio. Consulente del Lavoro obblighi antiriciclaggio: quali sono? Propio recentemente è stato diramato, da parte dell’area Economia e Fiscalità del Dipartimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, un vademecum aggiornato su tutti quelli che riguardano gli adempimenti e gli obblighi in materia di antiriciclaggio. Vademecum cui il Consulente del Lavoro deve quindi attenersi in maniera scrupolosa e coscienziosa. In che consistono questi obblighi antiriciclaggio? Le regole stabiliscono che tutti i consulenti del lavoro debbano obbligatoriamente adottare alcune misure in particolare, che riguardano nello specifico un’adeguata verifica e una valutazione del rischio di antiriciclaggio o di finanziamento al terrorismo. Tali verifiche obbligatorie, se adeguate effettivamente al rischio rilevato vanno poi dimostrate alle Autorità di Vigilanza e agli Organismi di Autoregolamentazione. Quindi, già da queste prime informazioni, appare molto chiaro come il Consulente del Lavoro venga considerato una figura fondamentale nella lotta contro l’antiriciclaggio, con obblighi per legge circa una lettura approfondita della documentazione riferita alle aziende e ai propri clienti. Quali sono, nello specifico gli adempimenti che deve assolvere un Consulente del Lavoro obblighi antiriciclaggio? In base alle modifiche apportate al D.Lgs. 231/2007 dal D.Lgs. 90/2017, questo professionista deve verificare innanzitutto i documenti, con una visura approfondita, oltre di questi, di tutta la documentazione relativa al cliente e all’attività. Questo deve avvenire chiaramente prima dell’esecuzione del mandato che gli viene conferito dal cliente, quindi prima di accettare l’incarico. Dopo il riconoscimento del libero professionista e dell’impresa, il Consulente del Lavoro – sempre per obblighi antiriciclaggio – dovrà svolgere operazioni periodiche di monitoraggio, attribuendo di conseguenza al cliente le eventuali classi di rischio. Nel caso in cui il Consulente del Lavoro dovesse trovarsi davanti a rischi di riciclaggio – o di finanziamento al terrorismo – questi dovrà immediatamente inviare una segnalazione di ‘operazioni sospette’ alla UIF. Per concludere, possiamo dire che le modifiche apportate al D.Lgs. 231/2007 dal D.Lgs. 90/2017 offrono una garanzia in più nella lotta contro il riciclaggio, proprio grazie al coinvolgimento da parte del Consulente del lavoro, che si propone come soggetto principale di questo processo. Gli obblighi antiriciclaggio dei Consulenti del Lavoro, fanno sì che anche laddove ci sia un solo sospetto di riciclaggio o finanziamento al terrorismo, questo professionista possa attivare immediatamente le relative contromisure come stabilito per legge.

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